“Facciamo un Pacco alla camorra”, Parliamo con dolcezza

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Descrizione

Bottiglia di spumante di Asprinio prodotto con l’uva coltivata sul bene confiscato “A. Di Bona” di Casal di Principe (CE) (Cantina Vitematta); Panettone artigianale (da 500gr) prodotto con una ricetta della Fattoria fuori di Zucca; Confettura di mela annurca prodotta dal primo impianto di trasformazione su un bene confiscato (Bene Confiscato A. Varone affidato alla Cooperativa Al di là dei Sogni); Crema alle nocciole confezionata dal primo impianto di trasformazione su un bene confiscato (Bene Confiscato A. Varone affidato alla Cooperativa Al di là dei Sogni); Torrone da 100gr prodotto con le noccioline coltivate dalla Cooperativa La Strada sul bene confiscato “Antonio Landieri” a Teano (CE); Libro “Oltre la camorra, una storia di resistenza”, Città Nuova Editrice.

In questo momento di Pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi ed i penultimi. Nel mantenere le distanze fisiche bisogna, dunque, rafforzare la presenza sociale nelle nostre comunità e valorizzare strategie d’intervento che promuovano welfare di prossimità, approcci multidimensionali preventivi e non solo riparativi. In quest’ottica, quest’anno, l’iniziativa “Facciamo un Pacco alla camorra” servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività dei Partner storici del “Pacco”. I pacchi diventano così un filo rosso di speranza con cui superare il vissuto di un periodo difficile e in cui ritrovare la libertà di un abbraccio; nella cultura ritrovare la sorgente dell’identità di un Paese capace di parlare con dolcezza e abbandonare linguaggi ostili, parole di odio e comunicazioni violente. Che l’emergenza non diventi nuova opportunità per le logiche criminali ma momento di costruzione di nuovi modelli di welfare!

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