“Facciamo un Pacco alla camorra” , un sorso di cultura

Due bottiglie di vino prodotto con l’uva coltivata sul bene confiscato “A. Di Bona”di Casal di Principe (CE) (Cantina Vitematta);

Libro “Oltre la camorra, una storia di resistenza”, Città Nuova Editrice.

In questo momento di Pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi ed i penultimi. Nel mantenere le distanze fisiche bisogna, dunque, rafforzare la presenza sociale nelle nostre comunità e valorizzare strategie d’intervento che promuovano welfare di prossimità, approcci multidimensionali preventivi e non solo riparativi. In quest’ottica, quest’anno, l’iniziativa “Facciamo un Pacco alla camorra” servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività dei Partner storici del “Pacco”. I pacchi diventano così un filo rosso di speranza con cui superare il vissuto di un periodo difficile e in cui ritrovare la libertà di un abbraccio; nella cultura ritrovare la sorgente dell’identità di un Paese capace di parlare con dolcezza e abbandonare linguaggi ostili, parole di odio e comunicazioni violente. Che l’emergenza non diventi nuova opportunità per le logiche criminali ma momento di costruzione di nuovi modelli di welfare!

“Facciamo un Pacco alla camorra”, Brindiamo alla libertà

Bottiglia di spumante di Asprinio prodotto con l’uva coltivata sul bene confiscato “A. Di Bona” di casal di Principe (CE) (Cantina Vitematta); Panettone artigianale (da 500gr) prodotto con una ricetta della Fattoria fuori di Zucca; Libro “Oltre la camorra, una storia di resistenza”, Città Nuova Editrice.

In questo momento di Pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi ed i penultimi. Nel mantenere le distanze fisiche bisogna, dunque, rafforzare la presenza sociale nelle nostre comunità e valorizzare strategie d’intervento che promuovano welfare di prossimità, approcci multidimensionali preventivi e non solo riparativi. In quest’ottica, quest’anno, l’iniziativa “Facciamo un Pacco alla camorra” servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività dei Partner storici del “Pacco”. I pacchi diventano così un filo rosso di speranza con cui superare il vissuto di un periodo difficile e in cui ritrovare la libertà di un abbraccio; nella cultura ritrovare la sorgente dell’identità di un Paese capace di parlare con dolcezza e abbandonare linguaggi ostili, parole di odio e comunicazioni violente. Che l’emergenza non diventi nuova opportunità per le logiche criminali ma momento di costruzione di nuovi modelli di welfare!

“Facciamo un Pacco alla camorra”, Parliamo con dolcezza

Bottiglia di spumante di Asprinio prodotto con l’uva coltivata sul bene confiscato “A. Di Bona” di Casal di Principe (CE) (Cantina Vitematta); Panettone artigianale (da 500gr) prodotto con una ricetta della Fattoria fuori di Zucca; Confettura di mela annurca prodotta dal primo impianto di trasformazione su un bene confiscato (Bene Confiscato A. Varone affidato alla Cooperativa Al di là dei Sogni); Crema alle nocciole confezionata dal primo impianto di trasformazione su un bene confiscato (Bene Confiscato A. Varone affidato alla Cooperativa Al di là dei Sogni); Torrone da 100gr prodotto con le noccioline coltivate dalla Cooperativa La Strada sul bene confiscato “Antonio Landieri” a Teano (CE); Libro “Oltre la camorra, una storia di resistenza”, Città Nuova Editrice.

In questo momento di Pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ancora una volta a pagare il prezzo più alto sono gli ultimi ed i penultimi. Nel mantenere le distanze fisiche bisogna, dunque, rafforzare la presenza sociale nelle nostre comunità e valorizzare strategie d’intervento che promuovano welfare di prossimità, approcci multidimensionali preventivi e non solo riparativi. In quest’ottica, quest’anno, l’iniziativa “Facciamo un Pacco alla camorra” servirà a raccogliere fondi per sostenere progetti e attività dei Partner storici del “Pacco”. I pacchi diventano così un filo rosso di speranza con cui superare il vissuto di un periodo difficile e in cui ritrovare la libertà di un abbraccio; nella cultura ritrovare la sorgente dell’identità di un Paese capace di parlare con dolcezza e abbandonare linguaggi ostili, parole di odio e comunicazioni violente. Che l’emergenza non diventi nuova opportunità per le logiche criminali ma momento di costruzione di nuovi modelli di welfare!

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